
Agli inizi del Novecento, quando i rasoi di sicurezza stavano diventando sempre più popolari, alcuni produttori incoraggiavano gli utenti a smaltire le lame usate inserendole nelle pareti delle proprie case. Questa pratica era considerata all'epoca un metodo di smaltimento comodo e sicuro. Spesso le persone trovavano una piccola fessura o apertura nella parete del bagno, di solito vicino alla zona di rasatura, dove potevano comodamente depositare le lame usate.
L'idea alla base di questo metodo di smaltimento era che le lame sarebbero rimaste al sicuro all'interno delle pareti, prevenendo infortuni accidentali agli occupanti o agli addetti alla raccolta dei rifiuti. Si riteneva che le pareti avrebbero agito da barriera, nascondendo le lame e tenendole al riparo da eventuali pericoli.
