La mamma di Beatrice difende il compagno: “Per lui farei tutto”

Gli sviluppi più recenti dell’inchiesta hanno portato a un significativo aggravamento del quadro accusatorio nei confronti della madre della bambina,  Manuela Aiello,  e del suo compagno, Emanuel Iannnuzzi.  Secondo la Procura di Imperia, il decesso della piccola Beatrice sarebbe maturato all’interno di un contesto di presunti maltrattamenti prolungati nel tempo.

Le indagini hanno preso in esame numerose testimonianze, tra cui quelle delle sorelle maggiori della bambina, considerate particolarmente rilevanti per la ricostruzione delle ultime ore di vita della piccola. Secondo quanto emerso dagli atti investigativi, la bambina avrebbe manifestato condizioni fisiche estremamente critiche già nelle ore precedenti al decesso. Alcuni racconti descrivono una situazione di evidente sofferenza che avrebbe richiesto un intervento immediato.Gli investigatori contestano inoltre il mancato ricorso tempestivo ai soccorsi. Questo aspetto rappresenta uno dei punti centrali dell’inchiesta attualmente in corso.

«Ciao Paola, buonasera: finalmente sono riuscita a scriverti. Intanto ti chiedo scusa da mamma, da donna, io avrei fatto carte false per poter dimostrare quel che provo veramente… Io non ho mai voluto la rovina di tuo figlio. Per tuo figlio mi metterei sotto un treno».  Questo è solo l’inizio di  un messaggio che Manuela Aiello, madre di Beatrice, la piccola di due anni deceduta per le ripetute botte inferte da lei e dal compagno, Emanuel Iannuzzi, ha scritto   alla madre di lui.

Nel messaggio spiega quanto prova per Emanuel che pure l’ha picchiata in più occasioni. «Mi sento sotto terra a non avere lui, tuo figlio… scusate se ho toccato la famiglia; tante situazioni» viste «ieri sera mi hanno purtroppo mandato fuori… determinate cose da donna e da mamma non le posso vedere».

Un messaggio agghiacciante,  quello di Manuela.  Tornando a Beatrice, la Procura ritiene che il decesso non rappresenti un episodio isolato, ma l’esito finale di una situazione più ampia che gli investigatori stanno ancora approfondendo attraverso ulteriori accertamenti.Nel frattempo, il procedimento giudiziario prosegue e saranno i successivi passaggi processuali a stabilire le eventuali responsabilità penali delle persone coinvolte nella vicenda. Un caso che continua a interrogare istituzioni, operatori sociali e cittadini, mentre la magistratura prosegue il proprio lavoro per accertare con precisione ogni aspetto della drammatica vicenda